About me

La fine dell’estate, per me come per altri milioni di esseri umani, è sempre stata una tragedia. Il distacco dalla mia Sicilia, dai miei nonni, dai miei cuginetti. Sono sempre stata un po’ fatalista, non vivere più lì per me significava abbandonarli, e allo stesso tempo essere abbandonata da loro. Ricordo che una volta, credo fosse il 2002, ho deciso di crescere: ho comprato una macchinetta fotografica usa e getta, li ho presi a uno a uno, gatti e galline compresi, e ho fatto a tutti una fotografia. Li ho portati con me a Roma. Conservo con affetto quell’album, alcuni più che ritratti sembrano foto segnaletiche! Poveri i miei soggetti. Era il reportage di fine estate.

Crescendo, alcuni incontri mi hanno fatto amare quello che c’è dentro uno scatto, l’emozione del vedere, la luce che cade sulle forme, l’imprevedibile che solo i grandi hanno saputo catturare. Sono incline a una fotografia di strada, amo farmi stupire perché, come diceva Oscar Wilde, è l’unica cosa che renda la vita degna di essere vissuta. Cogliere quel preciso istante è e sarà sempre il mio obiettivo.

Anche adesso che mi sono diplomata Costumista (come ci sono arrivata? storia lunga e complessa…) alla Scuola Nazionale di Cinema – Centro Sperimentale di Cinematografia, concludendo nel frattempo anche i miei studi “magistrali” all’Università La Sapienza di Roma in Spettacolo Teatrale, Cinematografico e Digitale (laureandomi con una tesi sul grande, immenso, unico Elio Pandolfi), non ho mai smesso di vedere fotograficamente e, quando posso, di scattare. Fare mio quell’incantesimo di spazio/tempo/luce diventa un modo di vivere, se non lo faccio mi manca qualcosa. Amo l’espressività dei volti, le rughe, i segni, perché raccontano e sanno di vita. Ma potenzialmente tutto è fotografia. Viaggiare concilia. Ma lo stupore è ovunque. E con lo stupore la Fotografia.

Fotografia di Giuseppe Arizzi